Vuoi lavorare meglio? Impara quando fare l’Architetto e quando il Muratore

C’è un piccolo trucco che voglio passarti per essere più efficiente e leggera quando lavori.

Il trucco l’ho imparato da Chase Reeves di Fizzle (il nome originale della tecnica è Worker Bee vs CEO Mode).

Il punto di partenza è imparare a distinguere 2 modalità in cui puoi lavorare: quella dell’architetto e quella del muratore.

Cosa sono queste modalità?

La modalità architetto è quella in cui pianifichi, definisci obiettivi e strategie. E’ il momento in cui scrivi la lista di cose da fare, la riorganizzi e dai le priorità.

La modalità muratore è quella in cui fai le cose a “testa bassa” senza pensare al disegno generale. E’ il momento in cui prendi la lista di cose da fare e la fai (senza aggiungere o cancellare cose!).

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L’alternativa all’Anno sabbatico: il Mese sabbatico [Guida pratica per organizzarlo]

Per chi lavora nel terziario, in ambienti di lavoro complessi o per chi è addirittura un libero professionista e si trova stretto costantemente tra richieste assurde o deadline settimanali è normale ogni tanto avere desideri di fuga!

L’anno sabbatico è il must a cui spesso i nostri pensieri volano, quando ci troviamo in difficoltà: mollo tutto e ci vediamo tra un anno!

12 mesi fa mi trovavo esattamente in questa situazione

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Come convincere il cliente – o il tuo capo – che hai fatto un buon lavoro

Che tu scriva, disegni, progetti – o in ogni caso se hai una professione creativa – sai bene che non è sufficiente “fare il lavoro”.

Il lavoro devi anche venderlo, cioè devi sempre convincere qualcuno – il tuo capo o un cliente – che hai fatto un buon lavoro.

Ricapitolando ci sono due step fondamentali:

  1. fare un buon lavoro
  2. convincere che hai fatto un buon lavoro

Si tratta di due attività fondamentali e se viene meno anche solo una delle due il rapporto con il cliente rischia di crollare.

“Un lavoro fatto bene si vende da solo”

Purtroppo no. Le buone idee non sono sempre ovvie e VENDERE è una delle abilità più difficili che spesso non ci insegna nessuno.

Devi vendere il progetto prima di firmare l’accordo per iniziare il lavoro ma anche dopo devi continuare a vendere quello che hai realizzato per convincere il cliente che effettivamente hai fatto un buon lavoro.

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Gestisci la tua contabilità in
meno di 30 minuti a settimana
con il Giovedì Burocratico [Parte 2]

Alza la mano se ti piace pensare costantemente:

“Quel cliente avrà pagato?”

“Quando dovevo mandare quella fattura?”

“Quanto ho guadagnato fino ad oggi?”

“Quanto guadagnerò nei prossimi 2 mesi?”

Ecco neanche io ho alzato la mano 🙂

Prima di darmi questo metodo del Giovedì burocratico la qualità delle mie giornate era “inquinata”.

Era inquinata perché spendevo 5-10 minuti qui e là per mandare una fattura o un sollecito – rubando tempo al mio “vero lavoro”.

Ora spendo al massimo 20-30 minuti il Giovedì pomeriggio per gestire tutta la contabilità e sono molto più sereno e veloce.

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meno di 30 minuti a settimana
con il Giovedì Burocratico [Parte 2]”

Come progettare un Weekend
sabbatico ed iniziare il proprio side-project.

L’anno sabbatico è tornato di gran moda, sarà che il lavoro concettuale è stressante, sarà che siamo persone con tanti interessi o passioni, sarà che i voli low-cost ci fanno apparire mooolto vicine anche le mete più esotiche.

L’anno in Australia o in Inghilterra per migliorare la lingua, il viaggio mistico in India per ritrovare sè stessi, tutte esperienze di cui sentiamo tanto parlare, ma che non tutti possono permettersi.

btw, questo è lo Sri Lanka, perfetto per chi ha almeno 3 mesi di tempo sabbatico
btw, questo è lo Sri Lanka, perfetto per chi ha almeno 3 mesi di tempo sabbatico

Se mollo la sedia su cui sono seduta non ci sarà più quando torno!

Allo stesso tempo però, per chi ha un side-project, è molto difficile riuscire a portarlo avanti sempre e solo nei ritagli di tempo.

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sabbatico ed iniziare il proprio side-project.”

Bullet Journal: come programmare i tuoi obiettivi sul lungo periodo – #CommunityPost

La tecnica di oggi è di Elisa Angelico, collaboratrice di Super Good Life che forse già conoscete visto che è lei la graphic designer del nostro Quaderno di Bordo.

E’ da diversi mesi che vedevamo Elisa portarsi sempre dietro una sua agenda ed aggiornarla durante il giorno…un giorno poi ci ha raccontato del il Bullet Journal e di come grazie ad esso è riuscita a realizzare le cose che da troppo tempo stava rimandando.

La parola ad Elisa!

Sono sempre stata una grande amante delle liste, sin da quando frequentavo l’università.

Molte volte mi ritrovavo a scarabocchiare task su fogli volanti che distruggevo a fine giornata o che accumulavo sulla scrivania per mesi. Ho provato qualsiasi tipo di gestore di task digitale (da Trello a Evernote), con il risultato di non riuscire a far altro che diventare una gran procrastinatrice.

“Mi sentivo sommersa da compiti da fare, senza capire esattamente cosa stavo facendo e senza mai trovare il tempo per progettare ciò che volevo veramente.”

Creavo una lista del giorno ma non un elenco di priorità sul medio-lungo termine. Mi trovavo sommersa da fogli senza capo né coda, difficili da interpretare a posteriori e senza ricordare bene cosa avessi fatto nello specifico che avesse senso per me.

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Contratto per freelance – la guida per proteggerti dagli imprevisti

Lavorando con un cliente, quante volte ti è capitata una di queste piaghe:

Impazzisco per rispettare i tempi di consegna strettissimi concordati col cliente mentre lui se la prende comoda per mandarmi i materiali e le informazioni che mi servono per andare avanti col lavoro.  Ma come devo fare?

oppure:

Dopo la consegna finale, il cliente mi subissa di infinite richieste di modifiche e integrazioni…ma quand’è che posso sentirmi finalmente libera??!?

ma anche:

A metà del progetto il cliente stravolge le richieste iniziali chiedendomi di pensare a qualcosa di molto diverso.

dulcis in fundo:

Al cliente – per motivi suoi – slitta l’evento collegato al nostro lavoro.   Il cliente non ha più fretta e non risponde più alle mie mail.

Quante volte sono successe a me?
Tante.
E sono cose che odio. Veramente. Con tutto il cuore.

Poi un giorno mi è capitato di vedere un video di un Creative Morning in cui avevano invitato Mike Monteiro, fondatore di Mule uno studio di design americano di successo.

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Come Google Drive ha cambiato la mia vita (quasi)

Questo articolo fa parte della serie di esperienze e tecniche condivise dalla community. Qui Carlo Occhiena ci racconta il sistema 100% digitale con cui organizza tanti aspetti della sua vita. Per provalo in prima persona ti basta un po’ di disciplina e un account Google.

A Carlo la parola!

 

In principio era l’agenda. Rigorosamente Moleskine classica nera.

Accessorio d’ordinanza per il moderno intellettuale impegnato. Il piacere di prendere appunti “carta e penna” mentre gli altri smanettano sui loro smartphone. La soddisfazione di vedere pagine riempirsi di inchiostro. L’oggetto feticcio da avere sempre appresso, in vacanza, a lavoro, quando si esce a prendere un aperitivo, perché non si sa mai arrivi l’illuminazione il venerdì sera alle 23:45.

In realtà mi sono accorto presto che, nonostante gli ottimi presupposti di cui sopra, e nonostante magari avessi dedicato tempo ad annotare e trascrivere sul mio taccuino, raramente finivo per consultare quanto avessi scritto.

Oppure, dimenticavo le scadenze comunque, perchè per esempio erano segnate troppo in anticipo. Inoltre, sebbene scrivere su carta resti un innegabile piacere, l’impossibilità di modificare, ricercare in modo agevole, ed anche condividere rapidamente parti di testo, costituivano una evidente limitazione.

Nonostante questo, continuavo a leggere sui blog dei moderni “evangelizzatori” (Jon Westenberg, Darius Foroux, James Altucher, ne cito alcuni solo per darmi un tono 🙂 ) dell’importanza di trascrivere le proprie idee e pensieri, concetto che talvolta viene associato ad una forma di meditazione o auto-psicoterapia.

Restava il problema di trovare un mezzo che fosse più immediato ed efficace della pur sempiterna agenda tascabile.

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Come fare di più, facendo meno riunioni

Riunioni: esseri umani chiusi nella stessa stanza, per un tempo indefinito con un obiettivo non chiaro…

Fare riunioni è una delle attività più ripetute nelle grandi organizzazioni, con casi assurdi in cui a volte si fanno riunioni per decidere di cosa parlare alle riunioni stesse.

Oggi ospitiamo uno specialista in soluzioni di questo campo Nicolò Borghi di Heroico.me un sito che condivide esempi e consigli su come migliorare la propria attività e il proprio lavoro.

La parola a Nicolò!

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Controllare le finanze per acquisire fiducia – intervista a Mariachiara Montera

Ospite di Super Good Life è Mariachiara Montera, con lei continua una serie di post per scovare le tecniche e gli approcci al lavoro più efficaci fra i migliori professionisti della nostra rete (le altre interviste le trovate qui).

Mariachiara lavora come Content Marketing Manager e Digital Pr nei settori food e turismo, è formatrice e tiene docenze presso lo IULM.  Ha scritto due libri sull’essere freelance e sull’event marketing.  Ha ideato un format di event marketing per foodies, la Foodie Geek Dinner.

Nata a Salerno, ha vissuto a Bologna, Milano e ora ha casa a Torino.

Qual è stata una delle tecniche più importanti che hai imparato per diventare più serena come freelance?

Per me è stato fondamentale imparare a tenere sotto controllo le finanze.
Qualche anno fa ho pubblicato un libro sul mio primo anno da freelance in cui lamentavo di essere vittima, a tratti, della sindrome da piccola fiammiferaia, che era il modo in cui chiamavo la sindrome dell’impostore: non sono abbastanza brava, mi dicevo.

Cosa ha a che fare questo con le finanze, penserai?

La capacità di gestire i propri soldi ha a che fare con la fiducia nelle tue capacità personali e professionali: è una relazione dinamica che si basa sul quanto ci si vede e ci si sente solidi nella propria autonomia.

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