📚 Guida Pratica al Bullet Journal

La tecnica di oggi è di Elisa Angelico, collaboratrice di Super Good Life che forse già conoscete visto che è lei la graphic designer del nostro Quaderno di Bordo.

E’ da diversi mesi che vedevamo Elisa portarsi sempre dietro una sua agenda ed aggiornarla durante il giorno…un giorno poi ci ha raccontato del il Bullet Journal e di come grazie ad esso è riuscita a realizzare le cose che da troppo tempo stava rimandando.

La parola ad Elisa!

Sono sempre stata una grande amante delle liste, sin da quando frequentavo l’università.

Molte volte mi ritrovavo a scarabocchiare task su fogli volanti che distruggevo a fine giornata o che accumulavo sulla scrivania per mesi. Ho provato qualsiasi tipo di gestore di task digitale (da Trello a Evernote), con il risultato di non riuscire a far altro che diventare una gran procrastinatrice.

“Mi sentivo sommersa da compiti da fare, senza capire esattamente cosa stavo facendo e senza mai trovare il tempo per progettare ciò che volevo veramente.”

Creavo una lista del giorno ma non un elenco di priorità sul medio-lungo termine. Mi trovavo sommersa da fogli senza capo né coda, difficili da interpretare a posteriori e senza ricordare bene cosa avessi fatto nello specifico che avesse senso per me.

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Come Google Drive ha cambiato la mia vita (quasi)

Questo articolo fa parte della serie di esperienze e tecniche condivise dalla community. Qui Carlo Occhiena ci racconta il sistema 100% digitale con cui organizza tanti aspetti della sua vita. Per provalo in prima persona ti basta un po’ di disciplina e un account Google.

A Carlo la parola!

 

In principio era l’agenda. Rigorosamente Moleskine classica nera.

Accessorio d’ordinanza per il moderno intellettuale impegnato. Il piacere di prendere appunti “carta e penna” mentre gli altri smanettano sui loro smartphone. La soddisfazione di vedere pagine riempirsi di inchiostro. L’oggetto feticcio da avere sempre appresso, in vacanza, a lavoro, quando si esce a prendere un aperitivo, perché non si sa mai arrivi l’illuminazione il venerdì sera alle 23:45.

In realtà mi sono accorto presto che, nonostante gli ottimi presupposti di cui sopra, e nonostante magari avessi dedicato tempo ad annotare e trascrivere sul mio taccuino, raramente finivo per consultare quanto avessi scritto.

Oppure, dimenticavo le scadenze comunque, perchè per esempio erano segnate troppo in anticipo. Inoltre, sebbene scrivere su carta resti un innegabile piacere, l’impossibilità di modificare, ricercare in modo agevole, ed anche condividere rapidamente parti di testo, costituivano una evidente limitazione.

Nonostante questo, continuavo a leggere sui blog dei moderni “evangelizzatori” (Jon Westenberg, Darius Foroux, James Altucher, ne cito alcuni solo per darmi un tono 🙂 ) dell’importanza di trascrivere le proprie idee e pensieri, concetto che talvolta viene associato ad una forma di meditazione o auto-psicoterapia.

Restava il problema di trovare un mezzo che fosse più immediato ed efficace della pur sempiterna agenda tascabile.

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