Come fatturare di più e sbatterti di meno… superando la palude di mezzo

“Come faccio a fatturare di più e sbattermi meno?”

Questo è un domandone da un milione di euro per ogni libero professionista che ambisce a vivere bene.

Guarda caso è anche la domanda che guida il nostro lavoro qui a Super Good Life. Consigliamo a tutti di leggere questo articolo prima di unirsi a noi perché spiega l’idea di base che c’è dietro al nostro lavoro.

Per rispondere a questa domanda abbiamo definito un modello di carriera ideale del libero professionista:

I tre livelli della carriera ideale del libero professionista

  • Professionista esordiente: hai aperto da poco mo’ so c**zi tuoi!
  • Professionista esperto: sei cresciuto grazie al passaparola, probabilmente sei impantananato qui nella palude di mezzo
  • Professionista imprenditore: fiesta! 🍾🥂🎉

Vediamo brevemente questi 3 livelli e in particolare come si passa da uno all’altro.

Poi dimmi se ti ritrovi, ok?
Partiamo dall’inizio:

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Come qualificare i clienti e recuperare 4 giorni al mese (se non vuoi aprire una Onlus)

Mentre facevo ricerca su come evitare di perdere tempo su preventivi inutili mi sono imbattuto in questo messaggio di un’arredatrice di interni e – sarà perché è anche il lavoro della mia compagna – mi si è stretto il cuore:

Fare un preventivo vuol dire investire almeno 2 ore, nella migliore delle ipotesi, per valutare tutte le variabili che vengono tirate in causa: mettere insieme le esigenze del cliente con le nostre lavorazioni e con quelle dei vari fornitori. Quindi … incontri in falegnameria, in vetreria, in ferramenta …. telefonate, quotazioni, ecc.

Cerco sempre di mandare il preventivo entro le 48 ore dalla richiesta, magari con l’allegato di una bozza, super bozza del progetto, di come verrà realizzato l’arredo. e poi …. nella maggior parte dei casi, neanche un grazie, o una risposta che dica qualcosa in merito.

Mi sa che faccio prima ad aprire una onlus! 🤣

il bello è che sono convinta che anche il fare un preventivo, soprattutto nel nostro caso, sia un valore aggiunto.

Per realizzare un arredo su disegno, prima di preventivarlo devo disegnarlo, arrivare a fare quasi un esecutivo, ma perchè in questo mondo sembra che tutto sia dovuto?

E’ il mio lavoro, l’adoro, ci metto passione, in cambio di cosa?

Almeno una risposta di cortesia “grazie, ho visto il preventivo, lo valutiamo e le facciamo sapere … ” … basta poco che ci vo!

Quanto la capisco! Anche a me è capitata tante volte la rabbia di pensare “…ma almeno una risposta, cazzarola”!

Troppo spesso: fare preventivi = lavorare gratis

Cosa succede quando tutti i potenziali clienti possono succhiarci tempo?

Proviamo a fare i conti a spanne di quanto tempo si perde: Leggi tutto “Come qualificare i clienti e recuperare 4 giorni al mese (se non vuoi aprire una Onlus)”

Come convincere il cliente che hai fatto un buon lavoro

Che tu scriva, disegni, progetti – o in ogni caso se hai una professione creativa – sai bene che non è sufficiente “fare il lavoro”.

Il lavoro devi anche venderlo, cioè devi sempre convincere qualcuno – il tuo capo o un cliente – che hai fatto un buon lavoro.

Ricapitolando ci sono due step fondamentali:

  1. fare un buon lavoro
  2. convincere che hai fatto un buon lavoro

Si tratta di due attività fondamentali e se viene meno anche solo una delle due il rapporto con il cliente rischia di crollare.

“Un lavoro fatto bene si vende da solo”

Purtroppo no. Le buone idee non sono sempre ovvie e VENDERE è una delle abilità più difficili che spesso non ci insegna nessuno.

Devi vendere il progetto prima di firmare l’accordo per iniziare il lavoro ma anche dopo devi continuare a vendere quello che hai realizzato per convincere il cliente che effettivamente hai fatto un buon lavoro.

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Contratto per freelance – la guida per proteggerti dagli imprevisti

Lavorando con un cliente, quante volte ti è capitata una di queste piaghe:

Impazzisco per rispettare i tempi di consegna strettissimi concordati col cliente mentre lui se la prende comoda per mandarmi i materiali e le informazioni che mi servono per andare avanti col lavoro.  Ma come devo fare?

oppure:

Dopo la consegna finale, il cliente mi subissa di infinite richieste di modifiche e integrazioni…ma quand’è che posso sentirmi finalmente libera??!?

ma anche:

A metà del progetto il cliente stravolge le richieste iniziali chiedendomi di pensare a qualcosa di molto diverso.

dulcis in fundo:

Al cliente – per motivi suoi – slitta l’evento collegato al nostro lavoro.   Il cliente non ha più fretta e non risponde più alle mie mail.

Quante volte sono successe a me?
Tante.
E sono cose che odio. Veramente. Con tutto il cuore.

Poi un giorno mi è capitato di vedere un video di un Creative Morning in cui avevano invitato Mike Monteiro, fondatore di Mule uno studio di design americano di successo.

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Controllare le finanze per acquisire fiducia – intervista a Mariachiara Montera

Ospite di Super Good Life è Mariachiara Montera, con lei continua una serie di post per scovare le tecniche e gli approcci al lavoro più efficaci fra i migliori professionisti della nostra rete (le altre interviste le trovate qui).

Mariachiara lavora come Content Marketing Manager e Digital Pr nei settori food e turismo, è formatrice e tiene docenze presso lo IULM.  Ha scritto due libri sull’essere freelance e sull’event marketing.  Ha ideato un format di event marketing per foodies, la Foodie Geek Dinner.

Nata a Salerno, ha vissuto a Bologna, Milano e ora ha casa a Torino.

Qual è stata una delle tecniche più importanti che hai imparato per diventare più serena come freelance?

Per me è stato fondamentale imparare a tenere sotto controllo le finanze.
Qualche anno fa ho pubblicato un libro sul mio primo anno da freelance in cui lamentavo di essere vittima, a tratti, della sindrome da piccola fiammiferaia, che era il modo in cui chiamavo la sindrome dell’impostore: non sono abbastanza brava, mi dicevo.

Cosa ha a che fare questo con le finanze, penserai?

La capacità di gestire i propri soldi ha a che fare con la fiducia nelle tue capacità personali e professionali: è una relazione dinamica che si basa sul quanto ci si vede e ci si sente solidi nella propria autonomia.

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Gestisci la tua contabilità in meno di 30 minuti a settimana con il Giovedì Burocratico [Parte 2]

Alza la mano se ti piace pensare costantemente:

“Quel cliente avrà pagato?”

“Quando dovevo mandare quella fattura?”

“Quanto ho guadagnato fino ad oggi?”

“Quanto guadagnerò nei prossimi 2 mesi?”

Ecco neanche io ho alzato la mano 🙂

Prima di darmi questo metodo del Giovedì burocratico la qualità delle mie giornate era “inquinata”.

Era inquinata perché spendevo 5-10 minuti qui e là per mandare una fattura o un sollecito – rubando tempo al mio “vero lavoro”.

Ora spendo al massimo 20-30 minuti il Giovedì pomeriggio per gestire tutta la contabilità e sono molto più sereno e veloce.

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Passi le giornate pensando ai preventivi? Svolta con il Giovedì Burocratico [Parte 1]

Se sei un freelance puoi dividere le tue attività in:

  • Il lavoro vero e proprio
  • Il lavoro burocratico: che poi include amministrazione e gestione commerciale della tua attività

Quanto tempo passi nella prima VS seconda categoria?

Quando ero freelance ho vissuto svariati anni di delirio in cui:

  • ogni giorno ero distratto dalla preparazione di un preventivo (per cui spendevo troppo tempo)
  • ero super-stressato mentre aspettavo una risposta
  • buttavo via ore di tempo a parlare con potenziali clienti che non sarebbero mai diventati veri clienti

Poi finalmente dopo anni di delirio e stress sono riuscito a organizzarmi. Finalmente spendevo gran parte del tempo a fare il mio “lavoro vero”.

Di fatto la svolta è arrivata quando ho deciso che avrei gestito tutti gli aspetti amministrativi e commerciali SOLO il giovedì pomeriggio.

Invece di perdermi durante la settimana a preparare preventivi, sollecitare pagamenti o altro, avevo un punto fisso nella settimana.

Dovevo fissare un incontro per discutere un nuovo progetto? Mi rendevo disponibile solo di Giovedì mattina.

Quando preparare quel preventivo? Giovedì pomeriggio.

C’era da mandare, pagare, controllare fatture? Giovedì.

Insomma… tutte le attività che fino ad allora mi avevano sbrindellato le giornate le raggruppavo in un momento preciso della settimana.

E facendole tutte insieme, una in fila all’altra, ero molto più efficiente e veloce. Quasi mi piaceva farle (!!!).

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The smart stupid – Intervista con Francesco Tomba

Ospite di Super Good Life è Francesco Tomba, con lui iniziamo una serie di post in cui vogliamo andare a scovare le tecniche e gli approcci al lavoro più efficaci fra i migliori professionisti della nostra rete.

Francesco è filosofo del linguaggio ed esperto di cambiamento organizzativo, se dovesse spiegare a sua mamma il suo lavoro direbbe: “aiuto le persone all’interno dell’azienda a fare i collegamenti giusti e a vedere le soluzioni che hanno a portata di mano”.

Con lui scopriremo perché a volte fare la parte degli stupidi ci aiuta a lavorare in modo più intelligente, come fare piani pluriennali senza essere troppo ancorati ai risultati, e la mitica regola di Pareto dell’80-20.

Pronta?  Iniziamo!

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⌛ Come Meditare: Guida Pratica in 6 Passi (e Zero Fronzoli)

La sera quando stacco dal lavoro la testa continua a tornarmi sulle cose non fatte o su cosa dovrei rispondere alla mail che domani mi aspetta… (Paola G.)

A volte penso che dovrei fare qualcosa per l’ansia e lo stress che mi stanno rovinando la vita. (Riccardo)

Per ridurre lo stress e migliorare la qualità della vita molti suggeriscono di provare a meditare.

La prima volta che mi sono avvicinato alla meditazione, era il 2003, mi trovavo in Brasile e avevo scoperto che in una piazza vicino a dove abitavo si poteva provare una sessione di meditazione dentro un tipico edificio giapponese.  Ecco qua, suggestivo vero?

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Come gestire l’ansia delle troppe cose da fare con la tecnica del Kanban

L’ansia da lavoro che ci viene quando ci sono troppe cose da fare si manifesta in tanti modi:

  • sentirci sempre di corsa senza poterci mai fermare un attimo
  • la paura che non ce la faremo a stare dietro a tutto
  • la sensazione che qualcosa ci stia sfuggendo di mano, che ce la siamo dimenticata (e la coseguente paura che ce ne ricorderemo quando sarà troppo tardi)
  • il senso di colpa perché ci sembra di non stare facendo abbastanza

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