Lavorare meno, ma con risultati migliori grazie all’autolisi

Cosa trovi qui:

  • Un sistema per lavorare meno in modo produttivo.
  • Come applicare l'autolisi alla scrittura, all'apprendimento e all'interazione con i clienti.
  • Come ho imparato l'importanza del riposo, impastando il pane.

Il processo di panificazione mi ha insegnato come lavorare meno.

In questo periodo sono un po’ fissato con la produzione casalinga del pane.

Quando ho iniziato a interessarmi a questo mondo ho scoperto che c’erano delle alternative per impastare:

Hai l’impastatrice e fai fare a lei -> usi 💸

Oppure impasti a mano e questo può significare lavoro duro e faticoso anche per 20 minuti -> usi 💪

Oppure, in realtà, c’è ancora una terza alternativa, è una tecnica che si chiama autolisi -> usi ⏳

Consiste nel mescolare gli ingredienti (acqua, farina, lievito, sale) in modo grezzo e lasciar fermo a riposare per del tempo. Dopo un tempo che può variare dai 15 ai 30 minuti mescolare ancora e poi lasciar riposare ancora. Con 3 o 4 riposi si ottiene un impasto simile a quello che ti avrebbe richiesto di faticare per 20 minuti.

[Se ti interessa ecco la ricetta del pane con la tecnica dell’autolisi che mi ha conquistato: ti permette di lavorare meno con risultati sempre ottimi.]

In pratica l’autolisi: ad un processo intenso, faticoso e relativamente breve che richiede la nostra presenza ne sostituisce uno più lungo fatto di piccoli interventi, intervallati da tempi di riposo.

La magia è fatta da due fattori: suddivisione del lavoro + riposi intermedi

Mi sono accorto che in questi mesi sto usando questo principio in campi diversi e mi sta dando parecchia soddisfazione.

Lavorare meno in ambito di scrittura

Nell’ultimo anno il mio lavoro ha avuto sempre più a che fare con la scrittura e penso che – a prescindere da quale sia la tua professione – anche tu con la scrittura hai quasi quotidianamente a che fare.

Che sia rispondere ad una mail importante, scrivere un preventivo, un documento di progetto, un articolo del blog, la newsletter…scrivere è un’attività fondamentale.

Scrivere però è anche parecchio faticoso, o almeno lo è sempre stato per me, assomiglia molto alla fatica di impastare per ore e ore.

Una cosa di cui mi sono accorto è che anche per la scrittura c’è un modo più leggero e facile per affrontarla, fatto di brevi “impasti grezzi” + riposi.

Per scrivere un testo ormai io uso 3 momenti distinti:

UNO: individuo l’idea centrale: possono essere anche solo 2 righe (ci metto 5-10 min)

…e aspetto uno o più giorni

DUE: scrivo la traccia con dei punti elenco (posso metterci 30-60 minuti)

…e aspetto uno o più giorni

TRE: espando e metto in bella (a seconda dei casi 1-2 ore)

Dicevamo l’autolisi funziona grazie a suddivisione del lavoro + riposi intermedi

Suddivisione

La cosa interessante è che suddividendo la fatica non è ripartita in proporzione, cioè la somma delle 3 piccole fatiche è molto minore alla singola grande fatica.

Proviamo a vederlo insieme.

Immagina di dover oltrepassare un torrente largo 2 metri. Devi prendere una bella rincorsa e fare un salto con tutte le tue forze (ansia, fatica, sudore!!)

Lavorare meno

Immagina ora che nel letto del torrente ci siano 3 comodi sassi, basterà fare 3 passi. La fatica (e l’ansia) complessiva è stata molto minore.

Lavorare meno con risultati migliori

Riposo

La magia dell’autolisi è fatta anche dai tempi di riposo tra i singoli interventi. Quelli in cui non sembra succedere nulla.

Come nell’impasto – in cui il lievito lavora dall’interno – nel caso della scrittura a conclusione di ogni passaggio intermedio mi fa spesso schifo quello che ho prodotto. Ma ho imparato ad accettare questa sensazione e passare oltre.

Che me ne accorga o no durante la giornata mi capita di ripensare a quello che ho scritto, mi verranno nuove idee e vorrò correggere alcune cose che non mi sembrano più così corrette.

Il giorno dopo il testo che ho scritto sarà lo stesso – ma io no! – e con (relativamente) poco sforzo lo porto al livello successivo.

Lavorare meno per acquisire nuove abilità e conoscenze

Questa settimana abbiamo chiesto a chi non si era iscritto a Bonsai come mai non aveva acquistato, abbiamo ricevuto un sacco di risposte interessanti ma una in particolare mi ha colpito:

Ho la to-do list piena di corsi.

Se proprio devo trovarci una pecca, la formula delle “pilloline” da pochi minuti non mi piace. Sto andando proprio nel verso contrario. Preferisco una full-immersion di 1 settimana o 1 mese, 10 ore al giorno, in cui si sviscera un argomento a fondo.

E aggiungici anche la questione della percezione del valore: se mi dici che mi proporrai delle attività da 10 minuti a 10 euro al mese… mah… meh… breve durata, costo basso… “non potranno darmi poi così tanto valore”, penso.

Perché quello che conta e serve di solito si ottiene con impegno e fatica.

Non l’avevo ancora realizzato ma Bonsai è pensato proprio con il principio dell’autolisi, per evitare di dover dedicare 10 ore intensive e sostituirle con piccoli interventi leggeri (5-10 min) intervallati da riposi intermedi di 2 settimane.

Per carità, poi ci sono alcune abilità tecniche su cui le 10 ore consecutive ci vogliono ma in tanti campi non sono necessarie.

E per evitare di avere la to-do list piena di corsi, un approccio più leggero ci permette di lavorare meno con più libertà.

Quello che conta e serve di solito si ottiene con impegno e fatica.

Sento sempre questa vocina anche dentro di me ma ora penso che, se non abbiamo fretta, possiamo sostituire ad impegno e fatica un po’ di tempo e lasciare che faccia lui il grosso del lavoro.

Lavorare meno nelle interazioni coi clienti

Un altro esempio che mi viene in mente è quando il cliente ci scrive per chiederci qualcosa, che magari sembra urgente.

Possiamo rispondere immediatamente e passare le nostre giornate a rispondere alle mail di tutti quanti (💪).

A volte invece – anche in base al tuo settore – basta aspettare e far passare qualche ora (⏳) perché il problema del cliente passi in secondo piano e si risolva da solo.

[Qui è solo il riposo che stiamo sfruttando, non la suddivisione]

Che dici, ti ci ritrovi?

Ti viene in mente qualche campo in cui anche tu sei riuscita ad avere un approccio più leggero sostituendo un’attività faticosa e intensa con piccoli interventi e un po’ di tempo di riposo?

Condividilo nei commenti con me e gli altri lettori del blog.


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